Cna, i tassi come i carburanti, veloci a salire e lenti a scendere
Per la liquidità fino a 50mila euro le piccole imprese pagano ancora l'8,73%
Alla pompa e allo sportello bancario le piccole imprese conoscono bene la stessa legge non scritta: i costi sono molto sensibili quando si tratta di salire, ma diventano assai più pigri quando devono scendere. Per artigiani e piccole imprese il denaro resta caro, soprattutto quando il finanziamento richiesto è di importo contenuto: proprio la tipologia più frequente per acquistare un macchinario, rafforzare la liquidità, pagare fornitori. È quanto emerge da una elaborazione della Cna sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025. Il dato più evidente è che, a parità di finalità, il denaro costa molto di più a chi chiede poco. Una distorsione che rischia di trasformare il credito da leva di crescita a fattore di selezione. Per i finanziamenti destinati agli investimenti, il TAEG medio nazionale si attesta al 3,96%. Ma il costo varia in modo significativo in base all'importo del prestito: si passa dal 3,58% delle operazioni superiori a un milione di euro al 6,08% dei finanziamenti fino a 50mila euro, con un differenziale di 2,5 punti percentuali. Anche la fascia immediatamente successiva, tra 50mila e 125mila euro, resta su livelli elevati, con un tasso del 5,50%. Il divario territoriale aggrava ulteriormente il quadro. Nel Sud e nelle Isole il TAEG medio sui finanziamenti per investimenti arriva al 4,54%, contro il 3,96% nazionale. Per le operazioni fino a 50mila euro il tasso sale al 6,30%, mentre per quelle tra 50mila e 125mila euro si attesta al 6,20%. I tassi più contenuti si registrano invece nel Nord-Est. Anche il dettaglio regionale conferma una forte dispersione. I costi più elevati si rilevano in Valle d'Aosta, con il 5,30%, e in Calabria, con il 5,02%. I valori più bassi si registrano in Liguria, con il 3,43%, e nel Lazio, con il 3,60%. "Per una piccola impresa un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro può significare acquistare un macchinario, digitalizzare un processo, assumere una persona, pagare fornitori o superare una fase di tensione finanziaria", sottolinea il presidente Cna Dario Costantini. "Se però il piccolo credito continua a costare molto più del credito di grande dimensione, il rischio è che gli investimenti vengano rinviati e che la liquidità diventi sempre più onerosa proprio per le imprese più radicate nei territori".
W.Adam--PP