Nucleare, Isin: stima +70% della vigilanza per il 2026
Relazione annuale, nel 2025 otto nuovi ispettori; 80 controlli e 260 documentali
Nel 2025, Isin (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) ha nominato otto nuovi ispettori, passando a 17 unità operative, un potenziamento che rappresenta il "motore" che ha permesso di effettuare 80 attività di controllo in sito (45 ispezioni e 35 sopralluoghi tecnici). E' quanto emerso dalla Relazione annuale al Governo e al Parlamento sulle attività svolte e sulla sicurezza nucleare sul territorio nazionale, in riferimento all'anno 2025, presentata oggi dal direttore, Francesco Campanella. Sono state effettuate inoltre 11 ispezioni straordinarie su impianti di una certa complessità. Si prevede un ulteriore incremento del 70% della vigilanza per il 2026. La funzione ispettiva Isin rappresenta il pilastro fondamentale per garantire la tutela della salute pubblica, la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia dell'ambiente dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti. L'importanza di questa funzione, spiega l'Isin, si estrinseca mediante attività di controllo sui soggetti che detengono o utilizzano materiali radioattivi quali ad esempio centrali nucleari in decommissioning, depositi di rifiuti radioattivi, strutture sanitarie, laboratori di ricerca e industrie, trasporti di materie radioattive. Grazie alla piattaforma Strims (Sistema tracciabilità rifiuti materiali e sorgenti), l'Autorità ha effettuato 260 accertamenti documentali e ha iniziato a irrogare sanzioni per violazioni nella tracciabilità di rifiuti e sorgenti radioattive.
Y.Leger--PP