Cuba, 10 anni di carcere ad un docente per i cartelli contro il presidente
Il professore universitario condannato per propaganda antigovernativa
Il tribunale provinciale di Villa Clara a Cuba ha condannato a dieci anni di carcere il professore universitario Ariel Manuel Martín Barroso, ritenuto colpevole di aver affisso cartelli contro il regime cubano e il presidente Miguel Díaz-Canel. A darne notizia sono i principali media indipendenti dell'isola, che precisano come il docente, 42 anni, arrestato nel febbraio 2025, sia stato processato sei mesi dopo e riconosciuto responsabile dei reati di "propaganda contro l'ordine costituzionale" e "oltraggio". Secondo l'accusa, Martín Barroso ha scritto slogan come "Abbasso Díaz-Canel" e "Patria e Vita" sui muri dell'università in cui insegnava, approfittando di un blackout notturno. La sentenza dispone inoltre l'interdizione a vita dall'insegnamento e il trasferimento nel carcere di Nieves Morejón, nella provincia di Sancti Spíritus. L'Osservatorio della Libertà Accademica, impegnato nel documentare e denunciare le violazioni dei diritti di docenti, ricercatori e studenti nel settore dell'istruzione, ha chiesto l'immediata liberazione del professore. L'organizzazione definisce il caso un ulteriore segnale della repressione del dissenso a Cuba, sottolineando che il docente — stimato in ambito accademico e premiato nel 2023 per una tesi di ricerca — sarebbe stato sorvegliato e incriminato esclusivamente per aver espresso opinioni critiche nei confronti del governo.
E.Pelletier--PP