Petit Parisien - Mostre grandi e piccole celebrano i 250 anni dell'America

Paris -
Mostre grandi e piccole celebrano i 250 anni dell'America
Mostre grandi e piccole celebrano i 250 anni dell'America

Mostre grandi e piccole celebrano i 250 anni dell'America

Trump schiera i Freedom Truck e una fiera sul Mall di Washington

Dimensione del testo:

Da piccoli centri come New Canaan in Connecticut, a Washington e Filadelfia dove nacquero gli Stati Uniti, l'America della cultura si prepara a festeggiare i 250 anni dal primo Independence Day. Si va dall'arte delle ambasciate Usa nel mondo nella cittadina della Glass House di Philip Johnson alla grande rassegna divisa tra Philadelphia Museum of Ars e Philadelphia Pennsylvania Academy of the Fine Arts: A Nation of Artists è uno dei progetti più ambiziosi con oltre mille opere di artisti celebri e meno noti dall'epoca coloniale fino a oggi. E' una decina di anni, da quando il Congresso ha dato vita al gruppo America250 finanziandolo con 150 milioni di dollari, che negli Stati Uniti si sta lavorando all'anniversario. Sfidando i diktat della Casa Bianca, la rete dello Smithsonian ha scelto un approccio che affianca ai successi degli Stati Uniti anche i temi della schiavitù, dei diritti civili, delle popolazioni native, dell'immigrazione e delle disuguaglianze, con uno slogan - Our Shared Future: 250 - che insiste proprio sull'idea di riflettere sul passato per immaginare il futuro comune. Tra le mostre , quella all'American Art Museum riparte ad esempio dalle fotografie realizzate per il Bicentenario del 1976 per confrontare l'America di allora con quella di oggi, mentre alla National Gallery ha da poco aperto American Icon: The U.S. Flag in Art che usa un simbolo apparentemente ovvio, la bandiera a stelle e strisce, e mostra come sia stata reinterpretata da artisti come Jasper Johns, Faith Ringgold, fotografi, attivisti e artisti contemporanei in una riflessione sul patriottismo ma anche sul dissenso. All'insegna dell'inclusione a Minneapolis e' Containing Multitudes che, citando Walt Whitman ma anche Bob Dylan, usa la fotografia per abbracciare le contraddizioni dell'America come caratteristica intrinseca dell'essere americani. Una caratteristica comune delle mostre di America 250 è che evitano in gran parte il tono trionfalistico, a differenza di quelle messe in piedi dalla Casa Bianca di Trump sotto l'ombrello della partnership pubblico-privato Freedom 250: ne fanno parte i Freedom Trucks, sei camion-museo itineranti con display interattivi che privilegiano la storia di un'America bianca, cristiana e nazionalista minimizzando schiavitù e genocidio dei nativi, e la Great American State Fair sul National Mall con padiglioni degli 50 stati e una ruota panoramica che si è subito guastata.

T.Leclerc--PP