Studio boccia il digiuno intermittente, non è meglio delle diete classiche
Meno del 5% del peso perso in un anno. Ricercatori: "entusiasmo ingiustificato"
Se l'obiettivo è perdere peso, il digiuno intermittente non offre benefici rispetto a una dieta convenzionale e i suoi effetti sulla bilancia sono di minima entità. Sono i dati che arrivano da uno studio realizzato da ricercatori della Cochrane Collaboration. "Il digiuno intermittente è un approccio relativamente nuovo alla perdita di peso", spiegano i ricercatori. "Si tratta di periodi in cui le persone mangiano poco o nessun cibo (digiuno), seguiti da periodi in cui mangiano normalmente. Esistono diversi tipi di digiuno intermittente, come mangiare solo durante un determinato orario ogni giorno, il digiuno in determinati giorni della settimana o l'alternanza tra giorni in cui si mangia normalmente e giorni in cui si mangia molto poco", aggiungono. È stato osservato che questa modalità di alimentazione può avere benefici su alcuni aspetti biologici, ma non è chiaro se sia migliore rispetto a una dieta convenzionale per perdere peso nelle persone obese o in sovrappeso. Il team ha analizzato congiuntamente 22 studi che avevano coinvolto quasi 2 mila persone. I risultati sono stati molto deludenti: la perdita di peso nell'arco di un anno è minima: inferiore al 5% del peso iniziale. Inoltre non c'è nessuna differenza di rilievo con le diete convenzionali. "Il digiuno intermittente non sembra funzionare per gli adulti in sovrappeso o obesi che cercano di perdere peso", ha detto in una nota il primo firmatario dello studio Luis Garegnani. "Può essere un'opzione ragionevole per alcune persone, ma le prove attuali non giustificano l'entusiasmo che vediamo sui social media".
R.Barthelemy--PP