Petit Parisien - Esperti, sui farmaci anti-obesità si rischia un 'patchwork assistenziale'

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Esperti, sui farmaci anti-obesità si rischia un 'patchwork assistenziale'

Esperti, sui farmaci anti-obesità si rischia un 'patchwork assistenziale'

Società Italiana dell'Obesità: 'cura non può dipendere da Regione di residenza'

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Sui nuovi farmaci contro l'obesità, in Italia si rischia un "patchwork assistenziale", con modelli di accesso diversi tra le Regioni e il rischio di creare forti diseguaglianze tra i cittadini. È quanto denuncia la Società Italiana dell'Obesità (Sio) intervenendo al convegno "Obesità: la legge c'è. Ora costruiamo il sistema". "È necessario sbloccare il sistema sanitario sull'obesità con un piano nazionale: non possiamo più accettare un patchwork assistenziale che dipenda dalla Regione o dalla Asl in cui si risiede", afferma il presidente Sio Silvio Buscemi. "Abbiamo il dovere di tutelare l'Italia intera, perché la salute è un diritto costituzionale e queste disparità territoriali rischiano di creare inaccettabili disuguaglianze tra i cittadini". Secondo lo specialista è controproducente che su questo tema le Regioni si muovano in ordine sparso. Nei giorni scorsi, per esempio, la Lombardia ha previsto uno stanziamento da due milioni per una sperimentazione dedicata al trattamento dell'obesità con i farmaci di nuova generazione. Si tratta di "provvedimenti extra-LEA che, seppur mossi da buone intenzioni terapeutiche, rischiano di creare gravissime disuguaglianze geografiche", aggiunge la Sio. Dalla società scientifica arriva dunque la proposta di un piano nazionale che garantisca i farmaci anti-obesità sulla base di due criteri: il primo è il reddito. Occorre "intercettare prioritariamente la fascia di popolazione giovane e lavorativa che non può permettersi le cure di tasca propria", dice la Sio. L'altro criterio è la gravità clinica. "I dati scientifici dimostrano che quando l'Indice di Massa Corporea supera il valore di 35, la qualità della vita è seriamente compromessa. Se a questo si associano comorbidità, o se il Bmi supera quota 40, la cura è urgente", conclude Buscemi.

S.Charpentier--PP