Petit Parisien - Anziani, livello di istruzione più alto dimezza il rischio cardiovascolare

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Anziani, livello di istruzione più alto dimezza il rischio cardiovascolare
Anziani, livello di istruzione più alto dimezza il rischio cardiovascolare

Anziani, livello di istruzione più alto dimezza il rischio cardiovascolare

I risultati dello screening PreVasc. Boccanelli, 'impatto anche del reddito familiare'

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Non è solo una questione di età o di stile di vita, sul cuore degli anziani pesa anche il livello di istruzione: le patologie cardiache sono infatti presenti nel 38,6% di chi ha un livello di istruzione inferiore contro il 16% di chi ha un livello più alto. A dimostrarlo i dati di PreVasc (Prevenzione Cardiovascolare), il primo progetto di screening cardiovascolare di comunità, i cui risultati saranno presentati il 2 ottobre alla Camera. Nello specifico, su 2.600 persone over 65 sottoposte a screening, con un'età media di 74,7 anni, il 43% presenta ipertensione, il 47% dislipidemia (alterazione dei livelli di grassi nel sangue, come colesterolo e trigliceridi), il 7% diabete, il 14% è fumatore e il 21% ex fumatore. Ma è soprattutto il dato sulla funzionalità cardiaca a richiamare l'attenzione: 241 persone, pari al 9,2% del campione, presentano una frazione di eiezione, parametro che misura la salute del muscolo cardiaco, inferiore al 50%, mentre in tre casi il valore scende al di sotto del 30%. Lo screening ha fatto emergere anche malattie valvolari cardiache di grado moderato o severo: stenosi aortica nell'1,07% delle persone esaminate, insufficienza mitralica nel 4,69% e insufficienza tricuspidalica nel 5%. Per Alessandro Boccanelli, coordinatore del progetto per la Società italiana di Cardiologia geriatrica e presidente dell'associazione Salute e Società "a destare particolare preoccupazione non sono soltanto i dati strettamente clinici, ma le differenze significative associate alle condizioni sociali. Il numero medio di patologie passa infatti da circa 3 tra le persone con minore vulnerabilità a quasi 4 tra quelle con maggiore vulnerabilità". Relativamente meno importante del livello di istruzione appare la fascia di reddito familiare. "Emerge un andamento complessivamente sfavorevole nelle fasce di reddito più basse, soprattutto per l'obesità: 27,5% sotto i 10.000 euro contro 15,9% nella fascia 30.001-50.000 euro, anche se la differenza sulle quattro fasce è appena al di sopra della significatività statistica - conclude Boccanelli -. Fumo e ipertensione mostrano differenze nella stessa direzione, ma non statisticamente significative".

K.Benard--PP