Appello e denuncia di Camila Cabello per Cuba, 'inviate aiuti'
L'artista naturalizzata statunitense parla di 'dittatura fallimentare'
"Stanno succedendo così tante cose qui a casa e ho così tanto da dire sulle cose strazianti che la comunità di immigrati sta vivendo qui negli Stati Uniti, ma sento anche la responsabilità personale di parlare di ciò che sta accadendo a Cuba dove ho ancora dei familiari con cui parliamo e a cui mandiamo medicine, cibo e vestiti". Inizia così il sentito appello pubblicato oggi sui social dall'artista di origini cubane, nata in Messico e naturalizzata statunitense, Camila Cabello, che conta 63 milioni di followers su Instagram e 43 milioni di ascolti mensili su Spotify. Cabello definisce il governo castrista alla guida del Paese da 67 anni come "una dittatura fallimentare" e "un regime oppressivo". "Parlare significa rischiare la vita", dice, e denuncia che nel contesto dell'attuale crisi economica ed energetica che attraversa l'isola "molte persone muoiono di fame, cercano cibo tra i rifiuti e l'unico modo per sopravvivere è farsi spedire scatole di medicine dai parenti perché nemmeno gli ospedali ne hanno". "Non c'è da stupirsi che così tanti cubani si siano gettati in acque infestate dagli squali, costruendo barche con pneumatici e bastoni e rischiando la vita per la libertà" aggiunge la cantante, che conclude affermando che "Cuba si trova nel mezzo di una profonda crisi umanitaria" e rivolgendo un appello a inviare aiuti attraverso la Caritas: "ogni donazione fa la differenza".
A.Perron--PP