Petit Parisien - Ditonellapiaga, 'non volevo offendere Miss Italia, parlo di me, speravo in autoironia'

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Ditonellapiaga, 'non volevo offendere Miss Italia, parlo di me, speravo in autoironia'
Ditonellapiaga, 'non volevo offendere Miss Italia, parlo di me, speravo in autoironia'

Ditonellapiaga, 'non volevo offendere Miss Italia, parlo di me, speravo in autoironia'

"Canzone inedita e forse fraintesa. Dice che anche una donna bellissima può essere triste"

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"Speravo in un po' di autoironia. La canzone è ancora inedita. Volevo dire che anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste e nascondere l'infelicità con il trucco. A mio avviso c'è stata un'interpretazione erronea del testo, ma parlavo di me, del rapporto con me stessa e con la bellezza": così Ditonellapiaga risponde alla diffida del concorso Miss Italia per "l'uso indebito" del marchio e "i danni di immagine" per la canzone da cui nasce il titolo dell'album 'Miss Italia'. Nel mirino dei legali in particolare 'i giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore del concorso e delle partecipanti". "Mi dispiace, non conosco 'il legalese'. Se ne occuperanno gli avvocati", sottolinea Ditonellapiaga, che è in gara a Sanremo con la canzone 'Che fastidio!'. Il senso del disco, spiega, "è il rapporto con i canoni e con la perfezione". Visibilmente scossa, Ditonellapiaga aggiunge: "Mi dispiace che abbiano visto malizia, forse a causa della preoccupazione. Probabilmente non hanno la sensibilità per capire che parlo di me e non del concorso. Le ragazze che partecipano a Miss Italia sono 'disperate' nel senso che stanno male ma - sottolinea la cantante, a proposito del contesto del brano - parla di me che vivo male la mia bellezza". In conclusione "nessuno ha insultato, non parlo male del concorso" e "non ho detto che chi partecipa a Miss Italia è una sfigata", conclude.

G.Renaud--PP