Apre il museo dedicato a Little Tony, l'Elvis italiano dal 'Cuore matto'
Nel trevigiano, cimeli, auto e chitarre in 500 metri quadrati
Un museo per Little Tony, l'Elvis italiano. Non a San Marino, di cui aveva la cittadinanza nè a Roma la sua città, ma a Valdobbiadene, comune trevigiano non lontano da Montebelluna che gli conferì, nel 1995, la cittadinanza onoraria dopo aver inciso la canzone Welcome to Montebelluna. Il museo aprirà l'1 marzo, grazie al montebellunese Roberto Valerio che ha messo a disposizione 500 metri quadrati del Palazzo Simon Benetton dove sono raccolti un immenso numero di cimeli, tra auto (due Cadillac del 1950 e del 1960), vestiti e strumenti, oltre a molti altri oggetti che hanno rappresentato il rock'n'roll, molti dei quali regalati dal cantante prima che morisse nel 2013: l'80% delle cose che hanno segnato la sua carriera artistica. Il sodalizio tra Valerio e l'interprete di Cuore matto, nacque proprio a Valdobbiadene molti anni fa e non si è mai interrotto, e il rapporto con la famiglia dell'artista si è mantenuto vivo anche dopo la sua scomparsa. "È un museo permanente, unico al mondo", ha detto Valerio che, non a caso, ha scelto la data d'inaugurazione nel periodo sanremese. Già, perché Tony non era estraneo al palco dell'Ariston. Il suo primo passaggio è nel 1961 quando, con Adriano Celentano (che si presentò voltando le spalle alla platea con una mossa in stile rock'n'roll) cantando 24 mila baci, arrivando secondo. Tre anni dopo offrì Quando vedrai la mia ragazza scritta da Gino Paoli (secondo posto) e nel 1967 sbaragliò anche le classifiche nazionali di vendita lanciando Cuore matto, la sua più grande hit, pur arrivando al 10/o posto al festival. E ancora nel 1968 con 'Un uomo piange solo per amore' (10/o), un anno dopo Bada bambina con Mario Zelinotti (12/o) e nel 1970 con La spada nel cuore, in accoppiata con Patty Pravo (5/o posto). Tra le altre presenze, nel 2003 con Non si cresce mai con Bobby Solo (16/o) e l'ultima nel 2008 con Non finisce qui (9/o nella categoria Campioni) che celebrava i suoi 50 anni di carriera.
J.Lemaitre--PP