Petit Parisien - Daniele Rustioni dirige la Messa da Requiem al Festival Verdi di Parma

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Daniele Rustioni dirige la Messa da Requiem al Festival Verdi di Parma
Daniele Rustioni dirige la Messa da Requiem al Festival Verdi di Parma

Daniele Rustioni dirige la Messa da Requiem al Festival Verdi di Parma

Iil 23 ottobre al Teatro Regio con la Filarmonica Toscanini e il Coro del Regio

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Sarà Daniele Rustioni a dirigere la 'Messa da Requiem' di Giuseppe Verdi, in programma il 23 ottobre alle 20 al Teatro Regio di Parma nell'ambito del Festival Verdi. Sul podio della Filarmonica Toscanini e del Coro del Teatro Regio, il direttore milanese guiderà l'esecuzione della celebre pagina sacra nell'edizione critica curata da David Rosen. Il cast vocale riunisce il soprano Eleonora Buratto, il mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, il tenore Saimir Pirgu e il basso Roberto Tagliavini. Tra i direttori italiani più affermati della sua generazione, Rustioni è ospite abituale dei maggiori teatri d'opera e delle principali sale da concerto in Europa e negli Stati Uniti. Composta in memoria di Alessandro Manzoni, morto a Milano il 22 maggio 1873, la Messa fu concepita da Verdi come omaggio all'autore dei 'Promessi sposi', che il musicista ammirava profondamente. Il progetto prese forma su proposta dello stesso compositore, che volle una grande partitura per quattro voci soliste, coro e orchestra da eseguire nel primo anniversario della scomparsa dello scrittore. Nella composizione confluì anche il 'Libera me, Domine', scritto alcuni anni prima per una Messa per Rossini alla quale avrebbero dovuto contribuire diversi compositori, ma che non venne mai realizzata. La prima esecuzione del Requiem si tenne il 22 maggio 1874 nella chiesa di San Marco a Milano, con Verdi sul podio e le voci soliste di Teresa Stolz, Maria Waldmann, Giuseppe Capponi e Ormondo Maini. L'opera divenne presto una delle partiture più celebri del compositore, che la diresse nelle principali capitali europee. Al centro del Requiem è il confronto tra la paura della morte e la ricerca di consolazione, tra lo sgomento individuale e la forza collettiva del coro, scandita dal ritorno del 'Dies irae'. Nella tensione tra dramma teatrale e solennità liturgica emerge la spiritualità inquieta di Verdi, uomo laico e razionalista, lontano dal misticismo ma costantemente interrogato dal mistero della condizione umana.

I.Faure--PP