Nanoparticelle rigenerano nei topi i neuroni persi a causa dell'Alzheimer
Ripristinate le capacità di memoria e di apprendimento
Sono stati rigenerati nei topi i neuroni persi a causa dell'Alzheimer e ripristinate le capacità di memoria e di apprendimento: è stato possibile grazie a delle nanoparticelle capaci di penetrare nel cervello e produrre nuovi neuroni. Il lavoro guidato da Peisheng Xu, dell'Università della Carolina del Sud, e pubblicato sulla rivista Cell Biomaterials potrebbe in futuro portare a nuovi trattamenti contro le malattie neurodegenerative. Il cervello umano adulto ha una capacità limitata di riparare o rigenerare i neuroni persi a causa dell'Alzheimer, e i trattamenti esistenti oggi possono solo rallentare la progressione della malattia ma non invertire il declino cognitivo. Ma una speranza arriva ora da alcune nanoparticelle ribattezzate Nano-Eraser capaci di penetrare la barriera emato-encefalica, una sorta di confine protetto che impedisce l'ingresso verso il cervello di qualsiasi molecola estranea (tra cui anche i farmaci), e penetrare infine all'interno degli astrociti, cellule a forma di stella e che hanno una funzione di supporto all'interno del sistema nervoso centrale. Una volta penetrate nelle cellule, i Nano-Eraser rilasciano un anticorpo che innesca la conversione degli astrociti in neuroni. Testati sia su organoidi di cervello umano che su topi affetti da Alzheimer, i Nano.Eraser hanno dimostrato la loro efficacia portando alla generazione di nuovi neuroni, con il conseguente ripristino delle capacità cognitive dei topi, una riduzione della neuroinfiammazione e dell'accumulo di proteina beta-amiloide, un segno distintivo della malattia di Alzheimer. "Dopo solo due iniezioni, questi topi sono diventati più intelligenti", ha detto Xu. "Anche dopo una sola iniezione, abbiamo già osservato che il comportamento di questi topi differiva da quello dei topi non trattati". Sebbene questo studio non dimostri che i Nano-Eraser possano davvero trasformarsi in una cura per l'Alzheimer negli esseri umani, si tratta comunque di un risultato molto promettente che dimostra le potenzialità di questo tipo di tecniche la cui sicurezza nel lungo periodo dovranno essere valutate da rigorosi test e poi in futuro testate a livello clinico.
I.Chauvin--PP